Acquaria

Molti ma molti anni fa, appena scesi dagli alberi, ci dobbiamo essere sentiti oltremodo imbarazzati nello spiccicare le prime parole.

Qualcuno infine deve essersi preso la responsabilità e la briga di dare un nome alle cose: mano testa albero acquazzone piove porco cane.

Quando ci è toccato di battezzare il pianeta l’idea che ci veniva era che si trattasse di un luogo di sassi, rocce, montagne e, qua e là, pozzanghere e rivoli d’acqua. Sulla terra il nostro piede poggiava bene mentre scivolava nell’acqua. Non ha, questo, aumentato la simpatia per l’elemento liquido e dunque “Terra” si è deciso per il nome e “Terra” è rimasto.

E’ una questione di punti di vista: fossero stati i tarli a scegliere il nome, avrebbero detto “comò”.

Resta il fatto che nel mondo i mari la fanno da padrone. Dovevano essere dunque i pesci a decidere e, se non fossero muti, avrebbero detto “Acqua”.

 

 

Acqua e aria. Tra mari e cieli prendono forma piccole storie di nuvole, aironi, creature marine, ghiacci e lune.

Spettacolo di grande suggestione giocato prevalentemente sulla forza evocativa delle immagini.

E’ un viaggio attraverso le trasformazioni dell’acqua, il mistero del mare e il fascino del cielo. Un viaggio che diventa metafora del percorso umano, fatto anch’esso di continue trasformazioni, di

scoperte e di occasioni di incontro con la bellezza intesa in senso etico più che estetico.

Le immagini si trasformano e scompaiono, spesso cancellate sotto gli occhi di chi guarda. A restare è solo il fragile eco di un’emozione.

Acquaria 4Acquaria 4 [3.806 Kb]
Acquaria 2Acquaria 2 [3.586 Kb]
Acquaria 3Acquaria 3 [4.939 Kb]